Alla riscoperta dello studio, consigli d’arredamento

L’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 ha costretto milioni di italiani nelle proprie case. Molti lavoratori e professionisti, in questa – non lieta – occasione, hanno scoperto il significato di termini quali smart working e home working ossia, banalmente, il lavoro da casa. Ed è proprio in questi momenti che in tanti hanno riscoperto l’importanza di un ambiente a tratti trascurato: lo studio.

Questa stanza, spesso considerata un plus o uno spazio extra, è oggi diventato un luogo fondamentale. In particolare per chi ha avuto il coraggio o la necessità di cambiare radicalmente le proprie abitudini lavorative. Molti esperti, in questa situazione di emergenza, hanno trovato un lato positivo proprio in queste rinnovate circostanze professionali. In generale, infatti, chi lavora da casa ha più tempo a disposizione per sé e per la propria famiglia, è più libero di organizzare la propria giornata lavorativa e soffre meno di ansia e stress.

Chi dunque, dopo questo periodo di lockdown, dovesse decidere di convertire il proprio lavoro e sposare lo smart working come stile di vita, ma anche chi, tornando alle vecchie abitudini, non dimenticherà l’intimità e l’utilità dello studio di casa, allora dovrà mettere al primo posto nella lista delle priorità l’organizzazione e l’arredamento dello studio stesso. E non dimentichiamo, infine, che potrà essere anche l’ambiente ideale in cui far studiare bambini e ragazzi, liberi da distrazioni e tentazioni, o in cui condividere momenti in compagnia dei propri cari.

Con pochi semplici accorgimenti, infatti, si potrà trasformare lo studio in un ambiente organizzato, accogliente e funzionale. In poche parole, il luogo ideale in cui lavorare, studiare e coltivare le proprie passioni.

Come organizzare lo studio in casa.

Lo studio prima di ogni altra cosa deve essere uno spazio comodo, pratico e funzionale, in particolare se ci si lavora o svolgono attività, come studiare, quotidianamente. Che sia molto grande o di dimensioni più ridotte, poco importa, ma fondamentale è procurarsi tutto ciò di cui si ha bisogno. Una scrivania spaziosa, una sedia molto comoda, una libreria con uno spazio di archiviazione dedicato, magari un divano per le pause caffè… All’arredamento abbiamo riservato un paragrafo più avanti, ciò che è fondamentale capire, però, a monte dell’acquisto degli arredi per lo studio, è che la loro disposizione è importantissima, anche per rendersi conto degli spazi che sia hanno a disposizione.

Studio

Il punto focale dello studio è la postazione di lavoro, che deve essere ben illuminata e possibilmente non esposta direttamente ai raggi solari. Deve inoltre essere “strategica”: dovremo avere a portata di mano tutto ciò che serve più soventemente, dai supporti tecnologici come stampate e scanner, all’archivio, alle prese elettriche… Inoltre, importante è ovviamente anche limitare le distrazioni nella direzione in cui è diretto lo sguardo. Date queste linee guida, quindi, la posizione meno consigliata è quella in cui la seduta ha di fronte a sé una finestra.

L’illuminazione nello studio.

Altro punto importantissimo nell’organizzazione dello studio riguarda l’illuminazione artificiale. Ovviamente, per quanto possibile, è sempre meglio sfruttare al massimo la luce naturale, perché affatica meno lo sguardo e non comporta consumi e costi. Se, però, l’ambiente è di per sé poco illuminato e nella lungimirante previsione che, presto o tardi, calerà il buio, occorre pensare a soluzioni efficienti e adeguate.

In primo luogo, prevediamo una luce centrale diffusa che illumini l’intera stanza, per poi aggiungere dove necessario altre fonti luminose. In particolare, sarà utile e comodo avere una lampada sulla scrivania, magari con braccio orientabile, per poter direzionare la luce laddove necessario. Qui possiamo anche scatenare la fantasia: in commercio si trovano lampade che sono praticamente oggetti di design, che daranno un tocco di stile in più allo studio intero.

Per quanto riguarda la tecnologia delle fonti di luce, infine, sono consigliate lampadine a LED, magari in faretti dicroici ad incasso, che sono molto economiche e illuminano bene. Sono invece da evitare le luci a neon, perché affaticano più di altre la vista.

La scelta dell’arredamento.

Lo studio è il luogo per eccellenza in cui è necessario concentrarci, le parole d’ordine per l’arredamento, dunque, sono tre: funzionalità, comodità e ordine! Quando scegliamo un pezzo di mobilio, quindi, dovremo porre particolare attenzione a queste tre caratteristiche, per facilitarci nel lavoro e/o nello studio.

Studio

Scrivania.

Protagonista indiscussa, l’abbiamo detto, sarà la scrivania. Meglio se spaziosa, ma l’importante è che sia grande a sufficienza per accogliere tutto ciò che ci è necessario per svolgere, in assoluta comodità, le nostre attività quotidiane. In commercio si trovano un’infinità di scrivanie differenti, tanto nei materiali, quanto nel design e negli “accessori”. Come detto, prediligiamo la comodità e la funzionalità al look, che non dovrà comunque essere necessariamente sacrificato. In un ambiente accogliente e che risponde ai nostri gusti estetici, infatti, in generale, sarà sempre più piacevole passare il proprio tempo.

Sedute.

Per quanto riguarda le sedute, come accada poi anche in ufficio, è fondamentale la sedia che si utilizzerà alla scrivania. Non lesiniamo assolutamente su questo acquisto: scegliere un modello comodo e ben strutturato renderà più confortevole lavorare, anche per molte ore di fila, ed eviterà problemi tipici del lavoro al pc, come quelli alla schiena, al collo o di circolazione sanguigna. Quindi, in primis, schienale ergonomico, rotelle direzionali, altezza regolabile e seduta imbottita!

Da valutare, in base principalmente a necessità e spazio disponibile, se acquistare una poltrona o un divano dove potersi rilassare; tenendo presente che lo studio sarà sì il luogo dove principalmente si lavora o studia, ma non solo!

Libreria, archivio, mensole.

Non può mancare nello studio, spazio a disposizione permettendo, una bella, ampia e comoda libreria, che abbia anche funzione di archivio, se necessario. Anche qui in commercio si trova di tutto, molteplici soluzioni tra cui scegliere con dimensioni, materiali e stili differenti. E come sempre nello studio, adattiamo l’estetica alle necessità, alla comodità e ai bisogni.

Per ambienti molto piccoli, infine, è consigliabile scegliere una libreria molto fine e poco ingombrante, magari componibile o su misura; in questi casi occorre sfruttare lo spazio in verticale, con l’installazione di mensole a varie altezze. Attenzione però a non esagerare, le mensole infatti, una volta riempite, rischiano di appesantire notevolmente l’ambiente.

Studio

Altri accorgimenti per uno studio comodo e confortevole.

Lavorare in un ambiente in cui ci si trova, per un motivo o per l’altro, a disagio, non può che intaccare la propria capacità produttiva. Di conseguenza si dovrà dotare lo studio di tutti i comfort necessari per lavorare in totale serenità. Fatto non toglie che, ogni comodità, è ben accetta soprattutto in uno studio progettato non solo per lavorare o studiare, ma anche per passare del tempo il relax e per coltivare le proprie passioni. Ecco dunque qualche consiglio per rendere lo studio quanto più possibile adeguato alle proprie esigenze:

  • Climatizzazione. Predisporre un sistema di refrigerazione per l’estate e di riscaldamento per l’inverno è fondamentale per lavorare produttivamente. Evitiamo come la peste il caldo asfissiante e i piedi freddi;
  • Evitare tentazioni. Fondamentale se lo studio è pensato in prevalenza per lavorare o studiare. Se viene, invece, sfruttato anche per il proprio diletto, è importante organizzare lo spazio per potersi concentrare e non avere distrazioni sotto gli occhi;
  • Piccole decorazioni. Per evitare di rendere lo studio un ambiente “odiato” è bene renderlo piacevole con piccole decorazioni, foto, quadri, soprammobili, frasi motivazionali…;
  • …e piante. Alcuni studi dimostrano infatti che avere piantine verdi o colorate sul luogo di lavoro stimola l’entusiasmo e l’ottimismo e calma il nostro cervello. Quindi sì alla vegetazione, ma sempre senza esagerare.

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